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Napoli, la capitale mondiale del marketing

Una gita a Napoli almeno una volta all’anno dovrebbe essere una tappa fissa per chiunque si interessi di marketing o in qualche modo abbia un lavoro correlato allo scambio di denari fra persone. La quantità di persone che cercano di estorcerti del denaro è incredibile, come pure sono incredibili le furbizie e i metodi con i quali tentano la cosa.napoli

Dai classici mendicanti che esibiscono le peggiori mutilazioni o sfortune cui l’uomo può subire, ai tradizionali mercanti di strada, la pletora di figure è vasta e varia, ma cercherò di darne un breve campionario:

Il Mendicante: in genere chiede denaro senza nessuna contropartita, salvo creare nella vittima una sorta di sollievo morale per aver aiutato uno sfortunello. Può assumere varie forme, il semplice disperato che dorme in strada con o senza tutte le parti del corpo intere, il ragazzo che assomiglia paurosamente ad un drogato che recita come se l’avesse ripetuto mille volte, nel vagone del treno, di avere vari figli piccoli, alcune malattie rarissime e incurabili e di non ricevere alcun aiuto o pensione da parte dello stato, un altro ragazzo che si affaccia dalla banchina della stazione verso l’interno dei vagoni e chiede “ragazzi, per favore aiutatemi, devo fare il biglietto del treno e mi mancano i soldi, anche 20 centesimi, grazie”, per finire poi con un nomade in mezzo alla strada che è piegato su di un bastone e bercia di avere della carità, incredibilmente identico nel modo di fare ad un altro nomade che frequenta la Metro A di Roma e che una volta ho sorpreso, pochi metri prima di entrare nei vagoni, a camminare normalmente, forse perchè non si era accorto del mio passo ninja.

Il Venditore: si tratta di persone che da sempre sono la spina dorsale del commercio e che qui sono di casas come Babbo Natale in Lapponia. Moltissimi hanno un banchetto più o meno in regola, probabilmente il ragazzo maghrebino che vendeva custodie dell’iPhone e che si è volatilizzato in mezzo secondo con tutta la merce alla vista dei vigili non aveva tutti i timbri a posto. Addirittura in qualche caso il banchetto non esiste, ma si usa una qualche sporgenza di fortuna per esibire la propria merce, accendini, penne e oggetti vari. Chi invece fa un uso molto efficiente del banchetto è un simpatico signore di mezz’età che con abili mosse muoveva 3 campanelline e chiedeva a due suoi amici di scommettere sotto quale di essa fosse nascosta una pallina, il tutto nella piazza centrale della stazione, a meno di 30 metri da una pattuglia dei soliti vigili. Salendo di livello, alcuni figuri si approcciano con fare gentile e subito proferiscono “Io non vendo niente”, salvo poi, una volta abbassata la guardia psicologica della futura vittima, appioppargli con la parlantina una stampa di una qualche veduta di Napoli, a prezzo libero. Il top si raggiunge però con i proprietari dei ristoranti nella parte turistica, la piccola penisola che si raggiunge in fondo al porto, dove un signore ben piazzato e con un aspetto che induce a pensare che in passato possa aver frequentato le patrie galere, abbranca gli ingenui malcapitati che passano innanzi e li invita a sedere, promettendo che “visto che siete i primi a sedere, non vi faccio pagare il servizio” (che tra l’altro sul menu non viene riportato), però poi ti ritrovi con 2 euro a testa di coperto e un tentativo, per fortuna sventato, di farci appioppare un non precisato “antipasto della casa”, il prezzo del quale sarebbe stato poi molto complicato questionare una volta introdotto nell’esofago.

I saltimbanchi: gli artisti di strada sono, appunto, per strada, e si esibiscono nelle arti più antiche e nobili: i pittori che usano le bombolette spray, suonatori di mandolini, mimi, statue viventi. I più simpatici e scaltri sono quelli presenti nel risto-tourist-trap di poco sopra, una signora che cantava alcune canzoni napoletane accompagnata da un suonatore di fisarmonica, che, come ingenuamente creduto da una del nostro gruppo, non era gentilmente offerta dal locale, ma poi sarebbe passata a battere cassa. E naturalmente non con un’offerta libera, che puoi liberartene con un decino, ma bensì “ragazzi, posso lasciarvi questo nostro ciddì?”, dal prezzo anche qui ignoto e probabilmente vicino alla somma necessaria per un pasto completo al McDonald.

Gli Onesti: sarebbe ingiusto non includere coloro che il pane se lo sudano e la cui professionalità o modestia può tranquillamente surclassare analoghi imprenditori di Milano, Londra o New York. Dal lato squisitamente mangereccio, non posso non citare la pasticceria Attanasio, vicino la stazione, che vende delle sfogliatelle semplicemente divine, sempre pieno di gente ma sempre professionali, gentili e all’altezza. Stessa cosa per l’altra pasticceria che ho provato, Mary, nella galleria Umberto I, prezzi lievemente più alti ma uguale cura per il prodotto e per i clienti. Nei miei viaggi compro sempre dei magneti souvenir, ne ho una parete piena, a Napoli se ne trovano di molto carini per un solo euro,  chiaramente dagli ambulanti.