In pasto a thecityrooms.com, Londra

Trasferirsi in un nuovo Paese per iniziare una nuova carriera è sicuramente un evento importante, che richiede un grande numero di sacrifici, fatiche, emozioni. Molte cose sono da considerare, tante incognite, è una strada lunga e piena di insidie.

In questo frangente vorrei raccontare la mia esperienza con una letting agency di Londra, The London City Rooms, che propone alloggi a studenti e lavoratori nella parte est della città.

Non ho avuto modo di consultare altre agenzie durante la prima fase del mio soggiorno, in quanto il tempo stringeva e non ho potuto essere troppo schizzinoso; fatto sta che la facciata dell’agenzie è molto amichevole, personale fatto da ragazzi di tutto il mondo che in maniera amichevole e informale ti aiutano nella scelta dell’alloggio, ti spiegano le norme e via dicendo.

I dolori arrivano quando il contratto è firmato e si deve salire al piano superiore per le questioni burocratiche/amministrative.

In vita mia poche volte ho avuto a che fare con persone così arroganti, furbe (nella peggiore delle accezioni possibili) e sfacciatamente parziali come queste. Dal “paghi con carta di credito, quindi ti addebitiamo il 5% in più”, al “paghi contanti ma non ho il resto quindi ti faccio un buono”, fino ad addebiti misteriosi, costi che compaiono dal nulla, promesse fatte e poi non mantenute.

Da vari indizzi mi è parso di capire che la gestione sia cinese, e per mia esperienza diretta e pluriennale i cinesi vantano l’invidiabile primato della mancanza assoluta di compassione ed etica per chiunque, anche e soprattutto verso coloro che rappresentano la loro fonte di sostentamento, in questo caso i clienti.

Mi risulta veramente poco chiaro come sia possibile avere la faccia tosta di rubare pochi spiccioli (2,64 sterline, per l’esattezza) ad uno studente e pensare di offrire un buon servizio. Il customer care di (perlopiù) californiana estrazione è lontano geograficamente e ancor di più mentalmente per questi poveri mentecatti.

Da questa esperienza posso trarre più di un insegnamento, il più importante dei quali è probabilmente che l’unica arma economica/commerciale che ha l’Occidente nei confronti dell’inesorabile avanzata asiatica sia un raffinamento dell’esperienza utente e non certo una scellerata guerra sui prezzi.

Mi riprometto, non subito ma sperabilmente nel prossimo futuro, di fargliela pagare con gli interessi. Il bruciore di stomaco che mi procurano le facce di bronzo spadroneggianti può essere alleviato solo ripagandoli della stessa moneta moltiplicata dieci volte.

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